PhoeBLOG
venerdì, 31 ottobre 2008
Poco tempo, poco tempo, gente.
Il tempo è un lusso, ora lo so.
E, come dicevo tempo fa al te0ne che mi chiedeva se ero tornata in forma, sono in forma come una cassapanca.
Anzi, ne approfitto per aggiornarlo: amico te0, sono ancora una cassapanca, come allora.
Però il nanerottolo cresce che è una meraviglia.
martedì, 15 luglio 2008
ESERCIZIO n.3: PREPARARSI PER USCIRE DI CASA (con un neonato)
Scegliete un giorno in cui avete un appuntamento importante e indossate i vostri abiti migliori.
Ora:
1. Prendete un bicchiere di panna e spremeteci dentro un limone,
2. Mescolate,
3. Rovesciatene metà sulla vostra camicia,
4. Rovesciate l'altra metà su un asciugamano,
5. Cercate di pulire la camicia con l'asciugamano,
6. Andate subito al vostro appuntamento senza cambiarvi. Non c'è tempo.
Una delle differenze fondamentali tra il prima e il dopo-bebè è rappresentata dal capitolo delle uscite.
Prima, se impiegavi un'ora per prepararti, uscivi ed eri discretamente gnocca.
Ora impieghi un'ora per preparare il nano e 5 minuti per: lavarti i denti, se hai culo (e se te lo ricordi) lavarti la faccia, metterti la crema, truccarti (una riga di matita sugli occhi), vestirti.
Poi esci e sei un cesso inguardabile.
In più hai dimenticato, come minimo, 2 a scelta tra i seguenti accessori:
- bavaglino (il bebè sbauscerà come un lama),
- calzini (il bebè avrà i piedi gelidi, e tutto il parentado femminile fino al 3° grado ti ricorderà che i piedi vanno tenuti al caldo, lo sanno tutti),
- pannolino di ricambio (il bebè produrrà pupù liquida per ben 3 volte di seguito),
- catenella per il ciuccio (il ciuccio del bebè sembra sottostare più di ogni altro oggetto alla forza gravitazionale),
- salvietta di lino per il passeggino (il bebè suderà come un maialino, producendo sul passeggino un simpatico effetto-Sindone),
- biberon con acqua (il bebè urlerà come un'aquila per tutto il tragitto, a causa dell'arsura),
- body di ricambio (la pupù liquida di cui sopra insozzerà 5 strati di vestiti, tra cui i tuoi).
lunedì, 14 luglio 2008
ESERCIZIO n.2: Vestire i bambini.
1. Acquistate un polpo vivo e un sacco.
2. Cercate d'infilare tutto il polpo nel sacco
(senza lasciare fuori alcun tentacolo).
3. Tempo concesso: 5 minuti.
mercoledì, 18 giugno 2008
IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI NEONATI
“Esercizio per prepararsi alle notti con un bambino:
1. Camminate per il soggiorno dalle 17.00 alle 22.00, tenendo in braccio un sacco bagnato del peso di circa 6 kg, con una radio sintonizzata su rumore statico a tutto volume.
2. Alle 22.00 mettete giù il sacco, programmate la sveglia per mezzanotte e andate a dormire.
3. Alzatevi a mezzanotte e ricominciate a camminare per il soggiorno con il sacco fino all'1.00.
4. Programmate la sveglia per le 3.00.
5. Visto che non riuscite a dormire, alzatevi alle 2.00 e fatevi un caffè.
6. Andate a letto alle 2.45.
7. Rialzatevi alle 3.00.
8. Cantate ninna nanne al buio fino alle 4.00.
9. Programmate la sveglia per le 5.00 e quando suona alzatevi e preparate la colazione.
Andate avanti così per 5 anni. Mostratevi allegre.”
La maggior parte della gente ti chiede:
“E’ bravo? Dorme di notte?”
e quando vede la tua faccia sconsolata, si affretta a rassicurarti:
“Porta pazienza! Per i primi 3 mesi è così, ma poi i bambini si regolarizzano…”
Ora, io non capisco perché tutti, dico tutti, sostengano con sicumera che ci vogliono 3 mesi (perché proprio 3? Non 2, non 4, sempre 3!) perché succeda qualsiasi cosa, come se al compimento del 3° mese, misteriosamente e improvvisamente, il nanerottolo cominciasse a: dormire 10 ore di filato per notte, fare colazione-pranzo-cena-più-due-spuntini agli orari canonici, non urlare più come un’aquila, non rigurgitare più neppure una goccia, fare la cacca solo una volta al giorno, avvisarti se sta per fare pipì (così tu eviti di cambiarlo al momento sbagliato), addormentarsi da solo, lavarsi da solo, vestirsi da solo, portar fuori la spazzatura.
Posso testimoniare che, ovviamente, non è così…quantomeno non per il mio nanerottolo.
Certo, le cose ora vanno decisamente meglio, ma è solo perché sei tu che cambi, che cominci a farti bastare 5 ore di sonno per notte (se va bene, e comunque mai di filato), che ti addormenti nei posti più impensabili e nelle posizioni più scomode come se niente fosse, che non ti fai venire un attacco isterico se alle tre del pomeriggio sei ancora in pigiama-spettinata-con i denti da lavare, che mangi in 3 minuti netti e non vomiti subito dopo, che ti adatti, insomma.
Perché, udite udite gente, avere un bambino è una gran rottura di scatole, e se non siete disposti ad affrontare un po’ di cambiamenti nella vostra vita, i figli non fateli, che mica ve l’ha ordinato il dottore, neh?
Evito di entrare nel merito dei commenti e delle reazioni della gente comune quando gli racconti la tua vita col nanerottolo (forse lo farò più avanti)…sappiate solo che quelli che quando eravate in gravidanza erano tutti ginecologi e ostetrici di prim’ordine, come per magia ora si sono trasformati in ottimi pediatri e puericultori.
Curioso, invece, è il ventaglio delle reazioni delle tue colleghe di pancia, ovvero le altre mamme alle prese con un neonato di 3 mesi. Spesso si va da un estremo all’altro, ovvero:
- Quella che esagera palesemente: che si lamenta che non dorme mai, che non riesce a mangiare, che nessuno l’aiuta, che il marito arriva a casa la sera e pretende che ci sia pronto in tavola come se niente fosse, che il bambino piange sempre, che ha le coliche che durano 8 ore, ecc…
In questo caso, sarò bastarda, ma mi consolo alla grande.
- Quella che mente spudoratamente: ovvero, il suo bambino è bravisssssimo, dorme e mangia, fa già 5 pasti, si addormenta la sera alle 20 e fino alle 8 del mattino non lo senti neppure, se è sveglio se ne sta buono nella sua sdraietta, sorride a tutti, ecc…
Ecco, qui io mi sento esattamente come l’unico che ha un Pc in un mondo in cui tutti hanno un Mac, ovvero lo sfigato a cui è capitato il nanerottolo più rompiscatole.
Ma poi cominci a fare delle riflessioni, a pensare: immagina di startene immobile a letto, di non riuscire a muoverti in modo coordinato e di dipendere totalmente da altre persone per tutte le tue esigenze.
Ecco fatto.
Ora immagina di avere dei bisogni impellenti, di non poter aspettare, e di dire ad alta voce più volte, che ne so:
- Ho fameeeeeeeeeeeeeeeeee!
- Ho seteeeeeeeeeeeeeeeeeee!
- Mi fa un male cane la pancia!
- Ho sonno, vorrei dormire, ma qui c’è troppo casino!
- Sono pieno di cacca, cambiatemi, perdio!
- Ho fatto 6 litri di pipì, sono tutto bagnato!
- Mi sono rotto le scatole di stare qui!
- Sono scomodissimo in questa posizione!
- Ehi? Dove siete? Mi sento solo!
- Questi vestiti, cara mamma, saranno anche carinissimi, ma prova tu a metterteli, che sono piacevoli come un grappolo di emorroidi!
- Ecc…
Fatto?
È ovvio che risulterei un po’ rompiballe, ma sono un neonato e faccio il mio lavoro (che poi, mi avete messo al mondo voi, dopotutto…e se volevate la vita comoda, vi prendevate un cane e facevate prima, come si diceva poc’anzi).
Ora immagina di ricevere per tutta risposta, così…random, una tetta in bocca (nella migliore delle ipotesi), oppure due deficienti che ti agitano delle cose colorate e rumorosissime davanti urlando MA PERCHE’ PIANGIIIIIIIIIII???, oppure di essere sballonzolato di qua e di là come una bomboletta di schiuma da barba, oppure di beccarti un sondino infilato dove non batte il sole…
Voi non sareste un tantino irrequieti?
Quindi, cari i miei puericultori delle domenica, non è il nanerottolo che si regolarizza a 3 mesi, ma siamo noi che, e dai e dai, cominciamo a capire che:
- quando il nano urla una specie di Nèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè, vuol dire che probabilmente ha fame (soprattutto se sono passate 2-3 ore dall’ultima poppata…che genio ‘sta mamma!) ;
- quando, subito dopo mangiato, urla una specie di HIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII e si agita come un ossesso, allora deve fare il ruttino (eufemismo coniato per definire quella specie di boato che fa tremare tutti i vetri di casa);
- quando si muove in maniera scoordinata e piange con dei versi tipo Gnèèèèèèèèèèèèè, EHHHHHHHHHH, UAAAAAAAAAAAAAAAAA, forse è il momento di cambiare ambiente (soprattutto se siete al Luna Park, oppure a casa dei miei una qualsiasi domenica sera, il che è praticamente la stessa cosa);
- quando comincia ad urlare come un’aquila, ma poi tira 2 bombe e si tranquillizza, forse era solo un po’ di aria in pancia (sempre più genio, lo so).
E, per finire con una nota lieta, faccio un elenco di alcune cose positive dell’essere mamma di un nanerottolo di 3 mesi:
- puoi essere chiattona e avere ancora la pancia, che tanto non te lo fa notare nessuno, perché “stai allattando”;
- puoi tagliar corto all’improvviso quando sei al telefono con tua madre (o con qualsivoglia scocciatore X o Y), perché “oddio, il bimbo piange, devo lasciarti”;
- puoi declinare tutti gli inviti che vuoi, perché “siccome allatto a richiesta gli orari del bimbo non sono prevedibili, non credo di fare in tempo, bla bla…”;
- puoi guardare tutta la tv spazzatura che vuoi, tanto il nanerottolo mica fa la spia, compreso Biutiful e Un posto al sole (coi sottotitoli, ovviamente, ché magari l’aquila sta urlando proprio quando Rig dice qualcosa di importante a Bruc);
- la mattina ti svegli e ti trovi nel letto, lì accanto, i 2 uomini più importanti della tua vita.
(ti si è cariato un dente con quest’ultima, eh?)
domenica, 27 gennaio 2008
Lo sapevo che, prima o poi, sarebbe successo.
Sono arrivate, puntualissime.
Le lacrime facili.
Il consorte tarda 5 minuti e non risponde al telefono? Piango.
Mi vedo in fotografia e mi trovo brutta ed enorme? Piango.
Non riesco più a fare tremila cose contemporaneamente come prima? Piango.
Arrivo a sera stanca morta? Piango.
La psicologa del consultorio ci aveva avvisate, che la donna in gravidanza subisce una sorta di regressione emotiva...ma qui si sta un po' esagerando, mi sembra.
Intanto, tra le regole non scritte del Club della pancia, c'è anche quella che riguarda l'ospedale dove si andrà a partorire:
- Allora, dove vai a partorire?
- ...veramente non lo so, un posto vale l'altro...
L'interlocutore non si è ancora ripreso dal fatto che non avete ancora scelto il nome per l'erede...questo è veramente troppo!
- Ma come? Non avete ancora deciso???
- Veramente no, non credo si debba prenotare, come per le vacanze estive, no?
- Ma almeno la visita con l'anestesista per l'epidurale l'hai fatta?
- No.
- NO???? Ma non la vuoi fare l'epidurale?
- Non ci ho pensato...ma sinceramente non mi interessa.
- Ma sei pazza??? DEVI farla!
A questo punto ho già staccato la spina da un pezzo, e rispondo una cosa a caso, tanto per cambiar discorso.
Seguiranno appunti sulla conversazione-standard con argomento: la cameretta.
mercoledì, 14 novembre 2007
Il nome della rosa
"...ma poi, che cos’è un nome?
Forse che quella che chiamiamo "rosa" cesserebbe d’avere il suo profumo, se la chiamassimo con altro nome?"
Ok, abbiamo appurato che la creatura ha un pisello.
Ma tu credi che la gente si accontenti di questa misera notizia?
Eh no: ora BISOGNA sapere come lo chiameremo!
Conversazione-standard (come da regola n°2 del Club della pancia):
- Allora, hai saputo se è maschio o femmina???
- Sì, è maschio.
Dopo un microsecondo:
- E come lo chiamate?
- Ancora non lo so, decideremo più avanti...
- Come "non lo sai"??? Ma quali nomi ti piacciono????
- Mah, non saprei...pensavo a Gionatan, con la G.
Silenzio.
sabato, 03 novembre 2007
Il sesso degli angeli
Quando vede la mia pancia, la gente si sente automaticamente in dovere di dirmi le seguenti cose (in ordine rigorosamente sparso):
- è maschio, perchè hai la pancia a punta;
- è femmina, perchè hai le nausee;
- è maschio, perchè fai spesso pipì;
- è femmina, perchè hai voglia di dolci;
- è maschio, perchè hai voglia di salato.
Sembro monotona, lo so, ma a quanto pare la preoccupazione principale di tutti quelli che conosco è sapere se è maschio o femmina.
Variazione sul tema:
- sai già se è maschio o femmina?
Alla mia risposta negativa, segue generalmente un:
- non lo sai, perchè non lo vuoi sapere, o perchè non te l'hanno detto?
Quando dico che fondamentalmente non me ne frega una cippa e che se si vede bene, sennò chissenefrega, solitamente noto sul viso dell'interlocutore un'espressione delusissima (ma come? non ti interessa????); quando alla domanda scema:
- ah, allora vuoi la sorpresa?
rispondo che non me ne frega niente della sorpresa, è come se li pugnalassi alla schiena.
Di tutta questa storia ho capito solo una cosa: quando ti spunta la pancia, è come se entrassi in un club con delle regole ben precise, cerimoniali rigidissimi a cui è impossibile sottrarsi e frasi di circostanza ben studiate e sedimentate in anni e anni di conversazioni-standard.
E' inutile cercare di capire le domande che ti fanno e rispondere sinceramente quello che pensi: non faresti altro che infrangere le dure regole del club, creando enorme confusione e turbamento in chi ti sta di fronte.
In fondo, la domanda "è maschio o femmina?" non è una vera domanda, ma un rituale, a cui non puoi far altro che rispondere: "non lo so ancora..." e aggiungere, con aria beota "...ma non voglio saperlo, perchè mi piace la sorpresa!".
(nds: seguiranno presto altri esempi delle regole del club.)
mercoledì, 12 settembre 2007
Giorni fa ho pagato un uomo per guardarmi dentro.
E mi ha detto una cosa meravigliosa.
giovedì, 21 giugno 2007
Oggi ho pagato un uomo per guardarmi negli occhi.
mercoledì, 06 giugno 2007
La vecchia Phoebe al Convegno Nazionale
La prima cosa che si nota a Bologna è che non fa affatto caldo; a dirla tutta pioviggina pure, e questa fine di maggio somiglia piuttosto ad un inizio di ottobre.
Lettore, fidati di questo incipit, perchè qui sta la chiave di tutta la faccenda.
Dunque, vado subito con il mio report, come promesso: il kit congressuale? La solita roba anonima: cartellina dello sponsor (casa editrice specializzata), catalogo dello sponsor, blocco appunti dello sponsor, fogli informativi vari, alcune diapositive stampate e basta (ché, ovviamente, la penna costa troppo; tanto noi donnine avvedute ci siamo portate l'intero astuccio di prima elementare: pastelli, pennarelli, matite, penna rossa, penna nera, penna blé, temperino, gomma e coccoina).
In compenso, il coffee break è stata una delle cose più principesche mai viste in eventi simili: brioches vere, biscottini di vario genere, pasticcini, croissants salati, canapé, tartine, pesche dolci, cocktail colorati che sembravano radioattivi, vino rosso, vino bianco, vino rosé, caffè, te, cioccolata, acqua perrier...e chi più ne ha più ne metta, alè!
Cosa mi mancava, in mezzo a tutto 'sto trionfo?
Una pancera.
Sì, sì, caro. Perchè sono stata perseguitata dall'aria condizionata (peraltro del tutto superflua) letteralmente ovunque: treno andata, taxi, hotel, trattoria, stazione, treno ritorno.
Ad un certo punto, sull'eurostar del ritorno, ho supplicato l'amica R: "Per pietà, se incontri il capotreno, gli puoi dire di spegnere l'aria condizionata? Digli che qui c'è gente che sta male, digli che sono incinta! Tanto la pancia ce l'ho...".
Ordunque: dopo il referendum sull'abolizione dei babbi natale che si arrampicano, propongo l'abolizione dell'aria condizionata. O quantomeno, il rilascio di un patentino, di una licenza...che ne so, un corso di formazione su come va dosata e regolata nei luoghi pubblici (amico del sole: se fuori ci sono 15°, non ti sembra da deficienti accendere l'aria a 10°?!).
Vado a preparare il foglio per la raccolta delle firme.
sabato, 12 maggio 2007
Complice il caldo africano, la vecchia Phoebe ha finalmente evaso la pratica "cambio armadio".
(come tutti sanno, la vecchia Phoebe è tardiva in tutte le sue cose, perciò.)
I capi invernali sono stati esaminati, puliti, piegati e messi a dimora con profumo di lavanda.
I capi estivi sono stati classificati con rigore scientifico e suddivisi nei seguenti gruppi:
- sì
- no
- forse
- verme solitario.
(dove per ogni gruppo, la spiegazione è la seguente:
- sì, ok, questo me lo posso mettere ancora;
- no, questo ormai mi fa schifo, è stato in stand-by nell'armadio per due stagioni, è ora di dirsi addio;
- mah, non saprei, non ne sono convinta, nel dubbio lo tengo;
- mannaggia, questo mi piace, ma non ci entro più...a meno che non sopraggiungano cause di forza maggiore.)
giovedì, 03 maggio 2007
Oggi più che mai...
lunedì, 23 aprile 2007
OOPS!...I DID IT AGAIN Prossimamente su questi schermi: ps: si accettano scommesse sull'entità del kit congressuale di quest'anno: megagalattico o minimale?
Le nuove avventure della vecchia phoebe al Convegno Nazionale (e non stiamo parlando di quello del Partito Democratico)...stay tuned!
giovedì, 05 aprile 2007
L'ottimismo è il profumo della vita Dopo la tragica fine dell'orchidea n.1 devo mio malgrado ammettere un'altra sconfitta e dichiarare l'ora del decesso dell'orchidea n.2, che non ha retto, ahimé, al trauma del rinvaso.
Non importa se mi sono sbattuta cercando notizie in rete, frequentando i forum degli orchidofili più incalliti per carpirne i segreti, correndo qua e là a cercare il substrato giusto da infilarle nel vaso (ché loro non vogliono del volgare terriccio o una semplice corteccia: no, loro vogliono il substrato, tsè).
Insomma, l'ingrata ha pensato bene di tirare le cuoia.
E mi sa tanto che l'orchidea n.3, per la disperazione, sta meditando di fare la stessa fine (ingrata pure lei).
Nel frattempo, dopo uno dei miei numerosi viaggi alla ricerca del substrato, non ho potuto fare a meno di portarmi a casa l'orchidea n.4, stavolta gialla...si sa mai che magari era il colore a portar rogna!
Ora se ne sta lì, in tutto il suo splendore floreale, a far bella mostra di sé sul mobile del salotto. Ma l'attendo al varco, ah, se l'attendo!
Per ora mi sono data alla pasticceria, che forse è meglio cambiar hobby, va'.
Oggi, però, la mamma di un mio giovane paziente, ignara di tutto, mi ha donato un'enorme pianta di lilium, ancora in boccio. Io l'ho guardata commossa, ma non ho potuto fare a meno di dirle: "Signora, ma lei è un'ottimista!".
mercoledì, 24 gennaio 2007
Il moralizzatore Ieri sera, carica come un mulo di borse della spesa, mi accingevo a salire in auto, quando mi sono accorta che l'ennesimo stronzo, parcheggiando accanto me, si era fatto i cavoli suoi e non si era curato di lasciarmi lo spazio necessario per farmi aprire la portiera. Ma il tipo non mi ha dato nemmeno il tempo di rispondere, ed è sgommato via, con la sua indignazione.
Siccome adoro queste situazioni, siccome adoro i prepotenti, siccome ieri sera avevo i piedi doloranti e sinceramente ne avevo le scatole piene, ho avuto un moto di stizza ed ho aperto più volte la portiera, urtando volutamente contro la vettura del simpaticone.
(ora, la Phoebe politicamente corretta ammette che quel gesto di stizza non è certo stato il massimo dell'intelligenza, mentre la Phoebe politicamente scorretta se ne sbatte e ritiene di aver a ragione espresso la propria incazzatura, e amen)
In quel mentre, sopraggiungeva a piedi un tizio, che mi ha guardata malissimo.
Il tempo di fare qualche acrobazia, cantando tutti i salmi, e sono finalmente riuscita ad infilarmi in auto. In quel momento, sfrecciandomi accanto con la sua auto, è arrivato il tizio che aveva visto tutta la scena.
Mi si è affiancato, ha fatto cenno di abbassare il finestrino, e mi ha detto minaccioso (parole testuali): "Se quella era la mia macchina, ti demolivo la fiancata!".
A questo punto, nella mia testa stavo scegliendo tra le seguenti possibili risposte da dare:
A. "Mi complimento con lei per la padronanza nell'uso della consecutio temporum"
B. "Se mi demolivi la fiancata non me ne poteva fregare di meno"
C. "Ho notato che esistono persone che non sopportano di vedere maltrattare i bambini, oppure gli anziani, oppure gli animali, oppure -cosa per me inspiegabile- le auto. Lei evidentemente appartiene a quest'ultimo gruppo, ne predo atto."