PhoeBLOG
venerdì, 30 luglio 2004
Ho sonno.
Ho sempre sonno.
Ho sonno, ma non riesco a dormire.
Che per me, nata sotto il segno della marmotta, non è un semplice disagio: è una mezza catastrofe.
E la valeriana non fa una sega.
venerdì, 30 luglio 2004
- Sia lodato l'omino della Telecom! Tornata in possesso della mia splendida linea (ADSL)
- Sempre sia lodato.
mercoledì, 28 luglio 2004
(continua...)
venerdì, 23 luglio 2004
Dieci anni fa l'amico Mauri mi soprannominava Mimì Ayuara.
giovedì, 22 luglio 2004
Il grande freddo (considerate le condizioni atmosferiche odierne, questo titolo sembra un po' una presa per il culo, ma non si riferisce a quello, giuro) Ieri sera c'è stata la più volte annunciata cena dei vecchi compagni di treno: gente che per 3, 4, 5 o più anni (dipende da quanto tempo ci ha messo per raggiungere l'agognata meta, e c'è pure chi non l'ha raggiunta, ahimè!) ha condiviso le gioie e i dolori del pendolarismo studentesco, destinazione Milano.
E' stata una bella serata, e lo dico per davvero.
Non è stato per niente patetico, come tante rimpatriate a cui ho assistito, e la cosa più bella è che nessuno alla fine ha lanciato il famoso "daiiiiiiii, vediamoci più spesso" (falso come Giuda, lo sai benissimo che al limite ci si rivedrà tra altri 10 anni...).
Frasi-clou della serata, pronunciate dalla vecchia Phoebe:
"non siamo vecchi...però 11 anni fa eravamo già grandi, dio che impressione!"
"perchè io quando sono morosata sono fedele, e voi due lo sapete benissimo!" (guardando il mio ex e il mio amico con la S, dei quali nessuno sapeva niente)
lunedì, 19 luglio 2004
Ma scusa, parliamoci chiaro: a Civitanova i tuoi pasti erano praticamente a base di pizza e gelato, tranne quella volta che sei andata a mangiare prosciutto e melone al bar della Natasha Stefanenko (la Stefanenko non c'era, ma in compenso ti sei portata via un bell'attacco di dissenteria, ché l'aria condizionata nei bar strafighi è sempre a palla).
La sera, per cambiare, ancora pizza e gelato, oppure pasta, altro e gelato.
A casa sua non hai potuto evitare di mangiare sempre tutto tutto (vuoi lasciar lì quelle olive all'ascolana? vuoi avanzare la deliziosa crostata o il meraviglioso ciambellone fatti in casa? giammai!), e onestamente non hai fatto per niente fatica.
In Toscana è stato tutto un trionfo di bruschette, crostini, piattoni di pasta e via dicendo.
In pratica le ultime due settimane sono state il festival del carboidrato.
Allora cosa ti sorprendi, cosa ti intristisci, cosa ti incazzi, se non riesci più ad entrare nei jeans?
Cretina.
domenica, 18 luglio 2004
c'è chi muore per quello che fa
e chi ogni tanto si concede di non esser bravo,
gli tocca reincarnarsi.
sabato, 17 luglio 2004
COLORI Prima l'azzurro. Poi tanto, tanto verde. Poi ancora il rosso. Infine il giallo.
L'azzurro intenso del mare.
L'azzurro chiaro del pavimento di una camera d'albergo.
L'azzurro limpido di un pezzo di cielo, rubato dalla finestra di un'aula scolastica.
Il verde chiaro delle colline.
Il verde scuro degli ulivi, diverso da quello dei vigneti.
Il verde brillante dell'erba.
Rosso vivo il pomodoro sulle bruschette.
Rosso rubino il Chianti nei bicchieri.
Il giallo-arancio delle albicocche mature.
Il giallo intenso dei girasoli.
Il giallo ambrato del vinsanto.
sabato, 03 luglio 2004
Pronti, partenza, via! La vecchia Phoebe è finalmente in partenza.
Il valigino-fine-settimanale è rimasto in soffitta: ha passato il testimone ad un valigione-quindicinale.
La potrete trovare per i prossimi 7 giorni su un banco di scuola, a cercare di farsi un'istruzione, mentre fuori la gente se ne va in spiaggia.
Per i successivi 7 giorni vagherà su coste sabbiose, colline in fiore e borghi medievali.
Potreste anche incontrarla mentre si contende il cestino del pic-nic con l'orso Tony, il cugino abruzzese di Yoghi.
Che nessuno si preoccupi per lei: sarà in ottima compagnia. ![]()
venerdì, 02 luglio 2004
About Miss Caulfield La mia mamma lavora in un negozio di abbigliamento.
La premessa è d'obbligo, altrimenti non so come spiegarti il fatto che periodicamente arrivi a casa con valanghe di roba da farmi provare.
"Beataaaaaaaa!", urlano in coro tutte le donzelle, ma aspetta un attimo: prima leggi.
La mia mamma possiede la meravigliosa facoltà di portarmi a casa tendenzialmente roba che non mi piace; cosa dico, roba che aborro, che odio, che non indosserei mai per niente al mondo.
Oh, con il tempo è migliorata: in prima superiore io volevo vestiti assolutamente monocolore, magliette anonime, per passare quasi del tutto inosservata, roba semplicissima...e lei cosa mi propone? Camicia a quadrettini col ricamo gigante di Paperino e Topolino (a scelta).
Più grandicella, dovevo andare ad un matrimonio, e lei cosa mi procura? Un vestito lungo color rosso-india (poi quel colore è sparito dalla faccia della terra, non so come) con camiciona abbinata, che poi sembravo Sandra Mondaini tale e quale. Precisa.
Insomma, ora mi trovo questa massa enorme di vestiti sul letto, e comincio a fare una cernita: umh, quel pantalone no, quella camicia di lino no, quella maglietta color vomito no (c'è sempre una maglietta color vomito nella massa di vestiti che mi porta a casa la mia mamma)...mah, forse quella magliettina in fantasia può anche servire, forse quella camicina a righe non è del tutto malvagia...
Mamma Caulfield sopraggiunge a tradimento, proprio mentre mi provo quelle due o tre cose papabili.
Mamma: "I pantaloni non li vuoi? Guarda che è un blu bellissimo"
Phoebe: "No, grazie, il blu non mi piace moltissimo" (variante: "non mi serve-non mi va la taglia", e sono migliorata: prima avrei detto "mi fa cagare!")
Mamma: "Uh, che bella quella camicina, ma ti tira un po' sul seno (maddechè??!), ora te la lascio andare di un centimetrino di qui e uno di lì..."
Phoebe: "Sì sì, giusto un centimetrino qui e uno lì...grazie mami!" (segue bacio con schiocco sulla guancia)
Mamma Caulfield gongola tutta, e se ne va canticchiando con la camicina in mano.
La vecchia Phoebe si asciuga il sudore dalla fronte e lascia andare un sospirone di sollievo.
Anche questa è fatta.
giovedì, 01 luglio 2004
Autodiagnosi BURN OUT (appena appena in tempo)
giovedì, 01 luglio 2004
Il bambino onnipotente Sono fra di noi, a migliaia. Il bambino onnipotente comincia francamente a starmi un po' sui coglioni.
Si stanno moltiplicando alla velocità della luce.
Il fenomeno ci sta decisamente sfuggendo di mano.
Si tratta dell'invasione degli esponenti di una nuova razza: il bambino onnipotente.
Il bambino onnipotente sembra sapere benissimo cosa vuole, che abbia 2 o 12 anni.
Il bambino onnipotente non si cura dei dettagli, e fa di tutto per raggiungere il suo obiettivo (pianti, lacrime, urla, crisi isteriche, trattenere il fiato fino a diventare blu, ecc).
Il bambino onnipotente non ascolta il divieto, anzi, se ne burla.
Il bambino onnipotente non chiede il permesso, prende e basta.
Il bambino onnipotente usa solo il verbo "voglio" (preferibilmente seguito da un punto escamativo).
Il bambino onnipotente è generalmente un esemplare solitario, ma si accompagna quasi sempre alla razza "mamma succube" o "papà adorante".