PhoeBLOG
giovedì, 30 settembre 2004
Bilanci di fine mese* In ordine rigorosamente sparso, nel mese di Settembre ho: *Si ringrazia l'amico konz per l'ispirazione
ricominciato a lavorare quasi a pieno regime, fatto levigare il parquet di casa, fatto imbiancare le pareti di casa, pulito un terzo di casa (sono monotona, e ne sono consapevole), fatto un viaggio divertente in camper con due colleghe, partecipato ad un convegno, superato brillantemente raffreddore, cistite e colica addominale (che culo), assistito a due reading, passato un sabato al Tora!Tora!, comprato il ciddì dei Kiss, trascorso due weekend con lui
, parlato con almeno tre persone che non sentivo da un bel po', ricevuto la notizia di una nascita, ricevuto l'invito per un battesimo, pagato la prima bolletta Enel a mio nome, disdetto l'abbonamento per una rivista scientifica inutile, comprato due libri per lavoro (che mai leggerò), fatto la visita optometrica, scoperto di essere anche astigmatica, di conseguenza cambiato le lenti degli occhiali e comprato lenti a contatto nuove.
lunedì, 27 settembre 2004
E poi magari, in una di quelle giornate in cui ho paura che la rabbia repressa si sfoghi in misteriose malattie psicosomatiche, quasi per caso, mi capita di ricevere una telefonata che teoricamente sarebbe di lavoro.
Perchè una telefonata con lui non può essere davvero di lavoro.
Mi capita di parlarci, di ritrovarmi subito a ridere al telefono, e di colpo la rabbia repressa se ne va...puf!
Perchè lui, chissà come, riesce sempre a regalarmi qualcosa; perchè è l'unico che mi chiama Superphoebe; perchè ormai sono convinta che ognuno di noi due abbia avuto un ruolo fondamentale nella vita dell'altro: il ruolo di chi ti fa capire che così non si può andare avanti, che non stai vivendo, che devi ascoltare un po' di più quella vocina dentro.
E dopo aver svolto egregiamente questo ruolo, ognuno se n'è andato per la sua strada, perchè insieme sarebbe stato impossibile, perchè non ci saremmo sopportati: lui troppo svampito, troppo seduttivo, troppo poco affidabile per i miei gusti. Così come non credo sarei stata adatta io per lui.
Ed ecco che ora ci troviamo qui, a tre anni di distanza, ognuno con la propria vita.
Due vite fatte da una parte di ricerche da svolgere, di articoli da pubblicare, di mogli da abbracciare e figlie da coccolare e dall'altra di case da ammobiliare, di lavori da migliorare, di progetti a due tutti da scrivere...
lunedì, 27 settembre 2004
Son contenta, son contenta.
Va tutto bene, tutto bene.
Però c'ho dentro un bel po' di rabbia, che non so se riuscirò mai a sfogare.
Perchè l'oggetto della mia rabbia non mi parla da più di due anni.
Che poi ho paura che quella rabbia lì mi fa venire delle malattie psicosomatiche.
Per esempio il mal di stomaco.
Vabbè, ho mangiato il cioccolato, ma che c'entra?
Uffa.
martedì, 21 settembre 2004
La mia best-dipendenza Dal giorno dell'ultimo ToraTora! sono la fortunata proprietaria di "Double platinum", il best del best dei mitici KISS.
-update-
E il fatto di averlo acquistato in un centro commerciale di Quarto Oggiaro lo rende ancor più tamarro, se possibile.
Ferma in colonna, il finestrino abbassato, metto su il cd in questione e canto a squarciagola.
E me ne vanto abbastanza.
martedì, 14 settembre 2004
Giovedì parto, destinazione San Marino.
Aspetta, mica per piacere: vado ad un convegno.
Devi sapere che il convegno è un evento fantastico, all'interno del quale puoi osservare tutte le meraviglie, ma soprattutto le bassezze, dell'essere umano.
Il convegno scientifico è quella cosa che, come dice il nome, dovrebbe farti tornare a casa con nuove conoscenze di alto valore scientifico.
Invece no.
Che secondo me, quella gente lì che parla ai convegni si è dimenticata che il suo ruolo è farti portare a casa nuove conoscenze di alto valore scientifico.
Quella gente lì che parla ai convegni è troppo occupata a farsi la messa in piega, a vestirsi bene, a proiettare diapositive con animazioni divertenti e, sopra ogni cosa, a sparlare delle scoperte e delle ricerche altrui. E ovviamente a decantare i risultati delle proprie, di ricerche.
Il momento più bello del convegno è il coffee break.
Gente che si ammassa, spinge, pressa da ogni parte per conquistarsi un caffè liofilizzato, quando va bene tiepido, e un paio di biscotti secchi.
C'è poi la variante "coffee break da ricchi", dove il caffè liofilizzato è sostituito da un espresso e al posto dei tristi biscotti secchi ci sono brioches calde e pasticcini (il coffee break da ricchi è solitamente abbinato al "convegno che costa un casino, puttanassa vaccassa!", ma la cosa non è automatica).
Il kit congressuale è il punto forte di tutti i convegni.
Si va dal kit formato da valigetta di plastica rigida, cartelletta di cartoncino plastificato con elastico, penna a sfera di ottima marca, blocco appunti, programma del convegno, cartina geografica della città ospitante, guida agli hotel e ristoranti, gadget della casa farmaceutica (solo per i medici, bastardi!) al kit minimale, composto da cartelletta in panno color topo e quattro fogli bianchi formato A4 (la penna la devi fregare a qualche ingenuo che la lascia lì incustodita).
Di solito ai convegni incontri le ex compagne di scuola, che non vedi da una vita.
Di solito vi scambiate i numeri di telefono e gli indirizzi e-mail e vi promettete di sentirvi presto.
Di solito non le vedi e non le senti più, fino al convegno successivo.
giovedì, 09 settembre 2004
Sono stracca, sono stracca. Puttanassa Vaccassa.
E non ne posso più di parquet da levigare e di pareti da imbiancare.
E se scrivo un'altra relazione vomito.
martedì, 07 settembre 2004
Che poi, in quei periodi un po' così, quei periodi che non sei né calda né fredda, quei periodi che ti manca qualcosa, mica ti rendi conto di cosa ti manca, in quei periodi lì. (Paolo Nori, "Spinoza")
E quando ritrovi quello che ti mancava, ti dici: ma come hai fatto a dimenticartene?
Ti mancavano i libri.
Ti mancavano certi libri.
"Io, al bivio della maturità, quando irrevocabilmente sei costretto a scegliere tra Amleto e Don Chisciotte, dato che le altre manifestazioni dell'umana natura ti sono precluse, quando devi scegliere il tuo moto nel mondo, io naturalmente ho scelto la Mancia, non ci ho neanche pensato alla Danimarca."
venerdì, 03 settembre 2004
Qualche notte fa dormivo bella pacifica, quando degli strani rumori mi hanno svegliata.
Accendo la luce, e vedo un pipistrello che svolazza impazzito per la mia stanza.
Massimo rispetto per i pipistrelli, per carità, ma non essendo esattamente un'amante del gotico, ho tirato su la tapparella, ho spalancato la finestra, ho messo sotto braccio il mio bel cuscino e me ne sono andata a dormire sul divano.
Il giorno dopo l'ho raccontato a mia madre, che come previsto è andata istantaneamente in sbattimento (avevi l'armadio aperto? chissà se è uscito! magari si è annidato da qualche parte...) e ha messo a soqquadro tutta la stanza, senza però trovare traccia alcuna del simpatico animaletto topiforme.
Ieri torno dal lavoro e chiedo alla famiglia: Famiglia, si è poi visto in giro il pipistrello?
E mio padre risponde: Sì sì, chiedeva di te.
Che mio padre è un comico mancato, non so se si era capito.