PhoeBLOG
giovedì, 30 marzo 2006
Interno, giorno Vecchia Phoebe (rivolgendosi ad un suo giovane paziente, che per una volta è arrivato in anticipo): "Bene bene! Guarda, sono libera...sono qui tutta per te!" Son cose.
Giovane paziente: "Devo andare in bagno"
venerdì, 24 marzo 2006
Certe notti per dormire mi metto a leggere, (Un'altra vita, F.Battiato 1986) *Questo è uno di quei post messi lì apposta per spiegare il post precedente.
e invece avrei bisogno di attimi di silenzio.
Certe volte anche con te, e sai che ti voglio bene,
mi arrabbio inutilmente senza una vera ragione.
Sulle strade al mattino il troppo traffico mi sfianca;
mi innervosiscono i semafori e gli stop, e la sera ritorno con malesseri speciali.
Non servono tranquillanti o terapie
ci vuole un'altra vita.
Su divani, abbandonati a telecomandi in mano
storie di sottofondo Dallas e i Ricchi Piangono.
Sulle strade la terza linea del metrò che avanza,
e macchine parcheggiate in tripla fila,
e la sera ritorno con la noia e la stanchezza.
Non servono più eccitanti o ideologie
ci vuole un'altra vita.
venerdì, 24 marzo 2006
Cercasi rustico, scopo cambio vita.
mercoledì, 22 marzo 2006
Una domenica a falacosagiusta Noi due che per strada seguiamo la fila di persone; lui che all'ingresso, invece di far timbrare il libretto, si vuol far timbrare la mano (risate); un sacco di volantini; i profumi di lush; le riviste di economia; l'ostello di Assisi; l'olio essenziale di lavanda; le borse di canapa; il cioccolato più buono del mondo; la mamma di un mio paziente che mi addocchia tra la folla e mi chiama; il cous cous alle verdure; un pranzo frugale seduti sul muretto, al sole; gli adesivi di Radiopopolare; i distributori di caffè equo e solidale (prendo appunti); il test dei profumi (odio il gelsomino); i cuscini con i noccioli di ciliegia; un bellissimo paio di scarpette rosse; la bottega della luna; tanta tanta gente; una telefonatina al papà, che oggi è la sua festa.
sabato, 04 marzo 2006
In una giornata-tipo mi arrivano svariati sms, di tutti i generi: di cazzeggio, scambio di informazioni, appuntamenti, espressioni d'amore e d'affetto, la banca che mi manda l'estratto conto...
Questo qui, però, è un sms diverso; questo qui annuncia che ciò che si temeva di più è infine successo.
Così mi ritrovo in questa grande chiesa, seduta accanto ad un'amica cara che piange la scomparsa di qualcuno.
E non ce la faccio a sentirmi confortata, scusate tutti, ma non ce la faccio.
Le parole che sento dire da questo frate sono belle, d'accordo. Non sono parole di circostanza, sono pensieri reali di chi ha conosciuto realmente la persona di cui sta parlando.
Però non mi servono. E non mi servono nemmeno le altre parole, quelle recitate ad alta voce da tutti i presenti: per me sono solo parole vuote.
Ci ho provato, mi piacerebbe tanto, ma non ci riesco. Non ci riesco a sentire conforto né a spiegarmi il perchè, solo con queste parole vuote.
Ma poi arriva questa piccola donna, prende il microfono e comincia a parlare.
Parla d'amore, di fortuna, di vita...e ricorda, ringrazia e promette. E finalmente mi sento confortata, sì, da questa piccola grande donna, che non ha nemmeno la forza per stare in piedi, ma che mi sta dando una grande lezione di vita.
Le sue sì, che sono parole piene.
Poi, a distanza di poche ore, mi arriva un altro sms: questa volta mi annuncia una nascita.
E comincio a non capirci più niente, e mi viene da piangere e da ridere, e mi viene un po' voglia di morire e di rinascere, e mi viene un po' voglia di uccidere e di dare la vita a qualcuno.
E più cerco il perchè di tutto questo, e meno ci capisco.
How I wish
How I wish you were here
We're just two lost souls swimming in a fish bowl
Year after year
Running over the same old ground
What have we found?
The same old fears
Wish you were here.