PhoeBLOG

mercoledì, 18 giugno 2008

IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI NEONATI

“Esercizio per prepararsi alle notti con un bambino:

1. Camminate per il soggiorno dalle 17.00 alle 22.00, tenendo in braccio un sacco bagnato del peso di circa 6 kg, con una radio sintonizzata su rumore statico a tutto volume.
2. Alle 22.00 mettete giù il sacco, programmate la sveglia per mezzanotte e andate a dormire.
3. Alzatevi a mezzanotte e ricominciate a camminare per il soggiorno con il sacco fino all'1.00.
4. Programmate la sveglia per le 3.00.
5. Visto che non riuscite a dormire, alzatevi alle 2.00 e fatevi un caffè.
6. Andate a letto alle 2.45.
7. Rialzatevi alle 3.00.
8. Cantate ninna nanne al buio fino alle 4.00.
9. Programmate la sveglia per le 5.00 e quando suona alzatevi e preparate la colazione.

Andate avanti così per 5 anni. Mostratevi allegre.”


La maggior parte della gente ti chiede:
“E’ bravo? Dorme di notte?”
e quando vede la tua faccia sconsolata, si affretta a rassicurarti:
“Porta pazienza! Per i primi 3 mesi è così, ma poi i bambini si regolarizzano…”
Ora, io non capisco perché tutti, dico tutti, sostengano con sicumera che ci vogliono 3 mesi (perché proprio 3? Non 2, non 4, sempre 3!) perché succeda qualsiasi cosa, come se al compimento del 3° mese, misteriosamente e improvvisamente, il nanerottolo cominciasse a: dormire 10 ore di filato per notte, fare colazione-pranzo-cena-più-due-spuntini agli orari canonici, non urlare più come un’aquila, non rigurgitare più neppure una goccia, fare la cacca solo una volta al giorno, avvisarti se sta per fare pipì (così tu eviti di cambiarlo al momento sbagliato), addormentarsi da solo, lavarsi da solo, vestirsi da solo, portar fuori la spazzatura.
Posso testimoniare che, ovviamente, non è così…quantomeno non per il mio nanerottolo.
Certo, le cose ora vanno decisamente meglio, ma è solo perché sei tu che cambi, che cominci a farti bastare 5 ore di sonno per notte (se va bene, e comunque mai di filato), che ti addormenti nei posti più impensabili e nelle posizioni più scomode come se niente fosse, che non ti fai venire un attacco isterico se alle tre del pomeriggio sei ancora in pigiama-spettinata-con i denti da lavare, che mangi in 3 minuti netti e non vomiti subito dopo, che ti adatti, insomma.
Perché, udite udite gente, avere un bambino è una gran rottura di scatole, e se non siete disposti ad affrontare un po’ di cambiamenti nella vostra vita, i figli non fateli, che mica ve l’ha ordinato il dottore, neh?
 
Evito di entrare nel merito dei commenti e delle reazioni della gente comune quando gli racconti la tua vita col nanerottolo (forse lo farò più avanti)…sappiate solo che quelli che quando eravate in gravidanza erano tutti ginecologi e ostetrici di prim’ordine, come per magia ora si sono trasformati in ottimi pediatri e puericultori.
Curioso, invece, è il ventaglio delle reazioni delle tue colleghe di pancia, ovvero le altre mamme alle prese con un neonato di 3 mesi. Spesso si va da un estremo all’altro, ovvero:
- Quella che esagera palesemente: che si lamenta che non dorme mai, che non riesce a mangiare, che nessuno l’aiuta, che il marito arriva a casa la sera e pretende che ci sia pronto in tavola come se niente fosse, che il bambino piange sempre, che ha le coliche che durano 8 ore, ecc…
In questo caso, sarò bastarda, ma mi consolo alla grande.
- Quella che mente spudoratamente: ovvero, il suo bambino è bravisssssimo, dorme e mangia, fa già 5 pasti, si addormenta la sera alle 20 e fino alle 8 del mattino non lo senti neppure, se è sveglio se ne sta buono nella sua sdraietta, sorride a tutti, ecc…
Ecco, qui io mi sento esattamente come l’unico che ha un Pc in un mondo in cui tutti hanno un Mac, ovvero lo sfigato a cui è capitato il nanerottolo più rompiscatole.

Ma poi cominci a fare delle riflessioni, a pensare: immagina di startene immobile a letto, di non riuscire a muoverti in modo coordinato e di dipendere totalmente da altre persone per tutte le tue esigenze.
Ecco fatto.
Ora immagina di avere dei bisogni impellenti, di non poter aspettare, e di dire ad alta voce più volte, che ne so:
- Ho fameeeeeeeeeeeeeeeeee!
- Ho seteeeeeeeeeeeeeeeeeee!
- Mi fa un male cane la pancia!
- Ho sonno, vorrei dormire, ma qui c’è troppo casino!
- Sono pieno di cacca, cambiatemi, perdio!
- Ho fatto 6 litri di pipì, sono tutto bagnato!
- Mi sono rotto le scatole di stare qui!
- Sono scomodissimo in questa posizione!
- Ehi? Dove siete? Mi sento solo!
- Questi vestiti, cara mamma, saranno anche carinissimi, ma prova tu a metterteli, che sono piacevoli come un grappolo di emorroidi!
- Ecc…

Fatto?
È ovvio che risulterei un po’ rompiballe, ma sono un neonato e faccio il mio lavoro (che poi, mi avete messo al mondo voi, dopotutto…e se volevate la vita comoda, vi prendevate un cane e facevate prima, come si diceva poc’anzi).
Ora immagina di ricevere per tutta risposta, così…random, una tetta in bocca (nella migliore delle ipotesi), oppure due deficienti che ti agitano delle cose colorate e rumorosissime davanti urlando MA PERCHE’ PIANGIIIIIIIIIII???, oppure di essere sballonzolato di qua e di là come una bomboletta di schiuma da barba, oppure di beccarti un sondino infilato dove non batte il sole…
Voi non sareste un tantino irrequieti?

Quindi, cari i miei puericultori delle domenica, non è il nanerottolo che si regolarizza a 3 mesi, ma siamo noi che, e dai e dai, cominciamo a capire che:
- quando il nano urla una specie di Nèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè, vuol dire che probabilmente ha fame (soprattutto se sono passate 2-3 ore dall’ultima poppata…che genio ‘sta mamma!) ;
- quando, subito dopo mangiato, urla una specie di HIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII e si agita come un ossesso, allora deve fare il ruttino (eufemismo coniato per definire quella specie di boato che fa tremare tutti i vetri di casa);
- quando si muove in maniera scoordinata e piange con dei versi tipo Gnèèèèèèèèèèèèè, EHHHHHHHHHH, UAAAAAAAAAAAAAAAAA, forse è il momento di cambiare ambiente (soprattutto se siete al Luna Park, oppure a casa dei miei una qualsiasi domenica sera, il che è praticamente la stessa cosa);
- quando comincia ad urlare come un’aquila, ma poi tira 2 bombe e si tranquillizza, forse era solo un po’ di aria in pancia (sempre più genio, lo so).

E, per finire con una nota lieta, faccio un elenco di alcune cose positive dell’essere mamma di un nanerottolo di 3 mesi:

- puoi essere chiattona e avere ancora la pancia, che tanto non te lo fa notare nessuno, perché “stai allattando”;
- puoi tagliar corto all’improvviso quando sei al telefono con tua madre (o con qualsivoglia scocciatore X o Y), perché “oddio, il bimbo piange, devo lasciarti”;
- puoi declinare tutti gli inviti che vuoi, perché “siccome allatto a richiesta gli orari del bimbo non sono prevedibili, non credo di fare in tempo, bla bla…”;
- puoi guardare tutta la tv spazzatura che vuoi, tanto il nanerottolo mica fa la spia, compreso Biutiful e Un posto al sole (coi sottotitoli, ovviamente, ché magari l’aquila sta urlando proprio quando Rig dice qualcosa di importante a Bruc);
- la mattina ti svegli e ti trovi nel letto, lì accanto, i 2 uomini più importanti della tua vita.

(ti si è cariato un dente con quest’ultima, eh?)

miagolato da phoebe.caulfield | 15:32 | commenti (7)

 

 


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